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SKY LINE

 

 

Giulio Spagone in SKY LINE si cimenta in un altro percorso sperimentale. Ancora un "gioco" con la luce che sempre lo avvolge nel suo cammino di artista fotografo. Dai tanti fori stenopeici della tapparella della sua camera penetrano bagliori che danzano insieme alla sua fotocamera. Il ballo, le luci, i colori nel delicato ritmo dei passi di danza sono le tracce di un percorso sincronico forse precostituito dal suo "sentire". L'autore solleva piano la serranda per oltrepassare la scena, per guardare al di là, dove è presente il mondo.

 

Pio Meledandri

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L'autore ci accompagna attraverso un viaggio dove la fotografia non è ricerca del visibile, ma esperienza del proprio invisibile. Scrutare il mondo fuori, interagire con esso e accompagnare dolcemente lo spettatore durante questo viaggio. I fori di una tapparella e una stanza buia si trasformano in "camera oscura", all'interno della quale l'autore attraverso delle gestualità danzate utilizza la macchina fotografica per scrutare la città attraverso il proprio immaginario e ne restituisce una lettura contemporanea. L'autore svela delle immagini oniriche, fuori dal tempo e dallo spazio.